Contributi PAT per operatori economici che hanno subito gravi danni da Covid-19

La Provincia Autonoma di Trento ha deliberato le misure a sostegno degli operatori economici che impegnano fino a undici addetti e che hanno subito gravi danni in conseguenza del covid-19 (https://ripresatrentino.provincia.tn.it).

Le agevolazioni sono indirizzate agli operatori economici, ossia a un qualsiasi soggetto che, in una qualsiasi delle forme giuridiche consentite dalla legge, esercita, al momento di presentazione della domanda, una attività di impresa commerciale, o agricola (limitatamente alle imprese florovivaistiche, alle aziende vitivinicole, alle imprese agrituristiche, alle imprese che operano nel settore dell’acquacoltura e alle aziende e imprese che trasformano il latte), ovvero attività di lavoro autonomo.

Non sono operatori economici, ai fini del diritto ad usufruire del contributo,  gli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, anche se svolgenti attività di impresa.

I danni sono gravi e danno diritto alle agevolazioni in parola, se sussistono le seguenti condizioni.

  • Per gli operatori economici che impiegano fino a 9 addetti, il danno che deriva dal calo della somma dei ricavi e di ogni altro provento derivanti dall’attività di impresa, ovvero dei compensi e di ogni altro provento derivanti dall’attività di lavoro autonomo, di almeno il 50 per cento in almeno due mesi continuativi nel trimestre marzo – maggio 2020 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Per coloro che hanno iniziato l’attività dopo l’1 febbraio 2019 il confronto riguarderà il valore medio mensile registrato in almeno due mesi nel trimestre marzo – maggio 2020 e il valore medio mensile dei mesi di esercizio antecedenti al mese di marzo 2020.
  • Per gli operatori economici che impiegano da 10 a 11 addetti, il danno che deriva dal calo della somma dei ricavi e di ogni altro provento derivanti dall’attività di impresa, ovvero dei compensi e di ogni altro provento derivanti dall’attività di lavoro autonomo, di almeno il 70 per cento nel trimestre marzo – maggio 2020 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Per coloro che hanno iniziato l’attività dopo l’1 febbraio 2019, il confronto riguarderà il valore medio mensile registrato nel trimestre marzo, aprile, maggio 2020 e il valore medio mensile dei mesi di esercizio antecedenti al mese di marzo 2020.

In entrambi i casi, le riduzioni di volume di attività andranno autocertificate dall’operatore economico, o da un suo delegato che richiede il contributo, al momento della presentazione della domanda.

Per avere diritto al contributo gli operatori economici non devono essere assoggettati a procedure concorsuali e nemmeno trovarsi già in difficoltà (secondo i criteri stabiliti da apposite norme UE).

Hanno diritto al contributo gli operatori economici che nell’ultima dichiarazione presentata risultino aver conseguito un reddito pari o inferiore a euro 40.000,00. Per gli operatori economici che hanno iniziato l’attività nel periodo di imposta 2019, il reddito che consente, in presenza degli altri requisiti, di usufruire del contributo deve essere pari o inferiore a euro 40.000,00, commisurato al periodo dell’anno in cui l’operatore economico ha svolto la sua attività.

Il limite reddituale previsto al precedente punto è incrementato di euro 15.000,00 per ciascun ulteriore socio, associato o collaboratore familiare che presta la propria attività lavorativa a favore della società, dell’associazione professionale o dell’impresa familiare alla data della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, fino comunque a un limite reddituale massimo di euro 70.000,00.

La misura del contributo è pari a:

  • euro 3.000,00 fino a 3 addetti;
  • euro 4.000,00 fino a 6 addetti;
  • euro 5.000,00 fino a 11 addetti.

Gli operatori economici che hanno iniziato l’attività dopo l’1 settembre 2019 ricevono un importo fisso di euro 3.000,00.

Per gli operatori economici che nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 hanno sostenuto canoni di locazione per gli immobili nei quali viene esercitata l’attività o canoni di affitto d’azienda o del ramo d’azienda con cui viene svolta, anche in parte, l’attività, è prevista una maggiorazione alla misura di contributo pari al 40 per cento dell’ammontare totale dei canoni sostenuti per tali mesi e comunque non superiore a euro 1.200,00. Sono esclusi da detti importi i canoni di leasing immobiliare, nonché i costi delle concessioni di beni immobili e aree pubbliche. La condizione di aver effettivamente corrisposto il canone deve essere certificata dal locatore.

Non sono agevolabili i canoni di locazione e i canoni di affitto d’azienda o di ramo d’azienda percepiti da società controllanti, controllate o collegate all’operatore economico che chiede la maggiorazione. Parimenti, non sono agevolabili i canoni di locazione e i canoni di affitto d’azienda o di ramo d’azienda percepiti da familiari dell’imprenditore individuale o del lavoratore autonomo.

La domanda deve essere presentata entro il 31 luglio 2020. Il prossimo 11 giugno inizierà la fase di raccolta delle domande di contributo. I contributi sono concessi ed erogati da parte della struttura provinciale competente, secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda e a seguito dello svolgimento degli adempimenti necessari. I contributi saranno concessi nei limiti delle risorse disponibili.

Le comunicazioni relative al procedimento amministrativo per la concessione ed erogazione del contributo potranno essere effettuate in via telematica, anche mediante l’utilizzo della piattaforma informatica, ovvero tramite altre modalità di comunicazione previste dalla normativa in presenza di rilevante numero di destinatari.

Obblighi conseguenti al contributo:

  1. salvaguardia del numero di addetti  tra il numero di addetti dell’anno solare 2021 e il numero di addetti nel periodo 1 marzo 2019 – 29 febbraio 2020. Nel caso in cui vi sia una riduzione del volume di attività dell’anno 2021 rispetto al volume di attività dell’anno 2019, il vincolo sul numero di addetti da salvaguardare sarà proporzionalmente ridotto.
  2. regolare pagamento delle retribuzioni dei dipendenti;
  3. regolare pagamento dei debiti nei confronti dei propri fornitori, il quale sarà attestato da parte di un iscritto all’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili o al Registro dei revisori legali;
  4. accettazione di ogni controllo, conservazione e messa a disposizione della documentazione attestante il possesso dei requisiti per l’accesso ai contributi e il rispetto degli obblighi derivanti dai presenti criteri fino al 31 dicembre 2025.

In presenza della violazione di un obbligo i contributi saranno revocati.

L’agevolazione è cumulabile con altri incentivi, anche finanziari, emanati a livello nazionale e provinciale per fronteggiare l’attuale crisi economico – finanziaria causata dall’emergenza sanitaria da COVID-19, nel rispetto delle disposizioni in materia di cumulo previste dalle pertinenti normative dell’Unione europea.

Lo Studio rimane a disposizione per l’assistenza alla redazione delle domande di contributo.

dott. Michele Tavernini



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