Crisi aziendale: gli strumenti alternativi al fallimento

Un’impresa, nel corso della propria vita, attraversa fasi positive ed altre non brillanti o addirittura negative. Queste ultime, generalmente sono di breve periodo e intensità. Accade che le fasi negative s’intensifichino, sino ad arrivare alla crisi dell’impresa: la situazione in cui il periodo di peggioramento presenta caratteristiche strutturali. Il sintomo principale della crisi di impresa è la mancanza di liquidità, il terrore del fine mese. Il protrarsi di questa situazione può portare al fallimento e, sempre, alla distruzione di ricchezza, molte volta accumulata in anni precedenti.

Al verificarsi delle prime avvisaglie di crisi, la cosa meno consigliabile è ricorrere a soluzioni “fai da te”, o alla strategia di chi aspetta che “tutto passi”. L’azienda è bene sia affiancata da professionisti capaci di gestire queste situazioni, non necessariamente il professionista di fiducia che, tuttavia, non ha grande preparazione ed esperienza in materia.

É bene tenere a mente che i rischi maggiori sono legati alla tenuta di comportamenti contrari alla Legge e che potrebbero determinare conseguenze anche peggiori della crisi stessa, come una bancarotta fraudolenta, che è un reato.

Vi sono alcune procedure previste dalla Legge che permettono di superare lo stato di crisi con una gestione alternativa a quella fallimentare, consentendo una migliore soluzione per i creditori e proponendo maggiori possibilità di ricollocare l’impresa sul mercato. Tra le alternative alla procedura fallimentare previste dalla normativa vigente si segnala il concordato preventivo, una procedura concorsuale di gestione dell’insolvenza, e l’accordo di ristrutturazione dei debiti. In entrambi i casi l’imprenditore in crisi può proporre ai suoi creditori una soluzione “concordata” della crisi formulando un piano idoneo a fornire la migliore soddisfazione possibile, cercando di mantenere viva l’impresa, ove ne ricorrano i presupposti.

In passato, parlare di istituti legati alla Legge Fallimentare faceva accapponare la pelle. Questo perché l’intero impianto della Legge Fallimentare aveva finalità punitive. Oggi molto è cambiato e, soprattutto, non vi sono più gli intenti punitivi della Legge, bensì il contrario: passare da una crisi di impresa utilizzando gli strumenti della Legge fa sì che non vi siano conseguenze devastanti per l’imprenditore, che invece rischia grosso se non utilizza strumenti e gli accorgimenti idonei.

In definitiva, l’unico modo  per superare brillantemente le situazioni di crisi è il ricorso ad operazioni mirate utilizzando strumenti idonei, con tempestività e preparazione. In tali situazioni, l’imprenditore deve essere adeguatamente supportato e seguito verso il risanamento della propria impresa.

Lo Studio, forte dell’esperienza maturata sino ad oggi nel campo, offre supporto e consulenza anche in questa fase particolare dell’impresa.

Dott.ssa Balduzzi Catia



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