Crisi della banca e destino dei risparmiatori

Nel malaugurato caso una banca dovesse “saltare”, alcuni risparmiatori potrebbero vedere “sparire” parte del denaro depositato. In questo intervento si analizzano brevemente gli aspetti fondamentali e le conseguenze per i risparmiatori di una banca in crisi, poiché sono intertvenuti recenti modifiche in questo ambito.

Dall’inizio del 2013 le banche in crisi in Italia sono 12 (fonte del Sole 24 Ore). Per questo motivo è importante conoscere le regole del gioco e gestire attivamente il rapporto con la banca dove si tengono i propri risparmi. La parola d’ordine è scegliere.

Lo scopo di questo intervento è di fornire le nozioni base per poter comprendere la nuova disciplina ed essere, così, pienamente consapevoli dei rischi nei quali si può incorrere.

Le recenti regole europee relative alle crisi bancarie prevedono l’utilizzo di un istituto chiamato “bail-in”, in caso di salvataggio di una banca.

Nella sostanza, i risparmiatori potranno essere chiamati a partecipare direttamente al salvataggio attraverso la riduzione del valore dei titoli della banca (ad es. obbligazioniin) in loro possesso o dei loro depositi.

Le crisi finanziarie degli istituti di credito andranno risolte non già con interventi esterni, ossia con lo Stato che interviene e salva la banca in crisi come in passato, bensì con interventi interni.

Sono previste precise regole che disciplinano in quale ordine i titoli ed i crediti dei risparmiatori devono rientrare nel processo di “salvataggio interno”, cioè il bail-in:

1.  i primi ad essere chiamati in causa sono gli azionisti della banca attraverso una riduzione o azzeramento del valore delle loro azioni;

2.  se l’intervento sugli azionisti si rivela insufficiente vengono chiamati in causa i detentori di altri titoli di credito subordinati (cioè il cui soddisfacimento è subordinato rispetto agli altri creditori, tipicamente i possessori di obbligazioni subordinate);

3.  a seguire vengono coinvolti i titolari di obbligazioni e altri titoli non subordinati;

4. in ultima istanza potranno essere chiamati a coprire le perdite della banca i creditori chirografari, le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente 100 mila euro. Soltanto i correntisti con depositi non superiori a 100 mila euro potranno continuare a fare affidamento sul sistema di garanzia dei depositi e veder tutelato il proprio patrimonio. Gli altri godranno delle tutele nel limite dei 100 mila euro richiamati.

Si segnala che le risorse del fondo garanzia risultano quantificate in poco meno di 2 miliardi di euro, cioè circa lo 0,4% del fondi rimborsabili al 31 dicembre 2014.

In Italia la completa applicazione del bail-in è prevista a partire dal 1 gennaio 2016; tuttavia, la svalutazione o la conversione delle azioni e dei crediti subordinati, fra cui gli strumenti di capitale, sarà applicabile già da quest’anno, quando essa dovesse essere necessaria per evitare un dissesto.

Le nuove norme sono finalizzate ad evitare o comunque ridurre ingenti interventi pubblici nel salvataggio di istituti di credito in difficoltà.

 

Lo Studio rimane a disposizione per i chiarimenti eventualmente necessari

Cordialità

dott.ssa Balduzzi Catia



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