Il decreto semplificazioni e le dichiarazioni di intento

 

A seguito delle modifiche introdotte dal c.d. Decreto Semplificazioni, l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle dichiarazioni d’intento non ricade più in capo al fornitore, ma all’esportatore abituale.

L’esportatore abituale, in particolare, dovrà consegnare al proprio fornitore ovvero in Dogana la dichiarazione d’intento unitamente alla ricevuta di avvenuta presentazione della stessa, rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

In capo al fornitore è previsto l’obbligo di riepilogare nella dichiarazione IVA annuale i dati delle dichiarazioni d’intento ricevute.

In caso di cessione/prestazione effettuata prima di aver ricevuto la dichiarazione d’intento e di aver riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione all’Agenzia delle Entrate della stessa al fornitore è applicabile la sanzione prevista per le operazioni in caso di mancanza della dichiarazione d’intento, ossia dal 100% al 200% dell’imposta.

Le novità entrano in vigore con effetto per le operazioni effettuate dal 01/01/2015.

L’Agenzia delle Entrate entro il 12/03/2015 (90 giorni dall’entrata in vigore del Decreto) con apposito Provvedimento dovrà fissare le modalità applicative delle disposizioni in esame.

Nel frattempo gli operatori sono impossibilitati all’adempimento dei nuovi obblighi.

Nella prassi si riscontra la consolidata pratica di inviare nel mese di dicembre le dichiarazioni d’intento con effetto dal mese di gennaio dell’anno successivo.

A nostro giudizio tale prassi, per quest’anno, non sembra essere in discussione.

In attesa della definizione dei provvedimenti attuativi o, comunque, di chiarimenti ufficiali, si ritiene pertanto possibile che il fornitore continui a seguire le vecchie regole e che, quindi, comunichi le dichiarazioni ricevute.

Per il fornitore, dal lato operativo, tale problematica non si manifesterà fino al 16/02/2016 ed è ragionevole considerare che per quel periodo saranno comunque forniti chiarimenti ufficiali.

Lo studio rimane a disposizione nel caso in cui fossero necessari ulteriori chiarimenti.



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