La certificazione dei crediti nei confronti della P.A.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di “favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese” nei confronti della Pubblica Amministrazione, ha fornito nell’ambito della “Breve guida alla certificazione dei crediti” del 28.7.2014, una serie di indicazioni per l’ottenimento, da parte dei soggetti creditori, della certificazione dei crediti commerciali vantati.

Il processo di certificazione è totalmente gratuito e gestito tramite la piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti (nel seguito Piattaforma) predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato ed accessibile al seguente indirizzo web: http://certificazionecrediti.mef.gov.it.

L’istanza di certificazione può essere presentata da chiunque (società, impresa individuale o persona fisica) vanti un credito commerciale non prescritto, certo, liquido ed esigibile, nei confronti di una P.A.

Il soggetto che vanta un credito nei confronti della P.A., al fine di ottenerne la certificazione, deve accreditarsi “all’interno della Piattaforma” indicando i propri dati personali e l’indirizzo PEC.

Un volta ottenuto l’accreditamento, il soggetto interessato, utilizzando la specifica funzione della Piattaforma, procede alla compilazione e all’invio di un modulo, parzialmente precompilato con le informazioni relative al creditore inserite in fase di registrazione, completandolo con l’indicazione:

  • della P.A. nei confronti della quale vanta il credito;
  • del dettaglio (numero, data e importo) delle fatture emesse che hanno originato il credito stesso.

Se la P.A. non provvede al rilascio della certificazione entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, il creditore può chiedere all’Ufficio Centrale di Bilancio o alla Ragioneria Territoriale dello Stato, sempre tramite la Piattaforma, la nomina di un commissario ad acta che sarà incaricato di provvedere, senza oneri a carico del richiedente, al rilascio della suddetta certificazione al posto della P.A. La certificazione reca la data entro la quale la P.A. deve procedere al pagamento.

ll creditore, ottenuta la certificazione, può utilizzare il credito in diversi modi.

In particolare:

  • può attendere il pagamento che la P.A. è tenuta ad effettuare entro la data indicata nella certificazione del credito;

oppure, se intende acquisire liquidità immediata,

  • può effettuare la cessione, anche parziale, ovvero chiedere un’anticipazione a valere sullo stesso presso una banca o un intermediario finanziario abilitato;

oppure, se ha debiti verso l’erario e intende compensarli,

  • può chiedere all’Agente della riscossione o all’Agenzia delle entrate la guida alla certificazione dei crediti compensazione di tutto o parte del credito certificato.

Il sistema provvede automaticamente all’invio delle notifiche in formato elettronico a tutti gli attori interessati, i quali possono, in ogni momento, accedere alla Piattaforma per consultare lo stato e la disponibilità residua del credito.

Al fine di consentire l’immediato pagamento di tutti i debiti di parte corrente della P.A., i crediti commerciali di parte corrente maturati al 31 dicembre 2013 verso le pubbliche amministrazioni (diverse dallo Stato), già certificati alla data del 24 aprile 2014, ovvero certificati a seguito di istanza presentata entro il termine fissato dalla legge (attualmente previsto per il 23 agosto 2014) sono assistiti da garanzia dello Stato dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione pro soluto a banche o intermediari finanziari abilitati.

In virtù della garanzia dello Stato, la cessione pro soluto dei suddetti crediti avverrà applicando una percentuale di sconto particolarmente vantaggiosa (nella misura massima – comprensiva di ogni onere e commissione – dell’1,90% in ragione d’anno per importi di ammontare complessivo del credito o dei crediti ceduti sino a 50.000 euro, ovvero dell’1,60% in ragione d’anno per importi eccedenti i 50.000 euro di ammontare della cessione).

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti in merito.

dott.ssa Elisa Bugna



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