Le fatture alla pubblica amministrazione

Fatture alla Pubblica Amministrazione

L’Agenzia delle entrate con il principio di diritto n. 17 pubblicato il 30.10.2020, ha fornito chiarimenti in merito alla determinazione del momento di emissione delle fatture relative a prestazioni dipendenti da contratti di appalto effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione.
L’Agenzia chiarisce che il momento di emissione della fattura può essere stabilito dagli accordi contrattuali, ad esempio prevedendo l’emissione in data successiva alla verifica ed accettazione della prestazione, purché detto termine sia antecedente al pagamento del corrispettivo.
Tuttavia, laddove la fattura nei confronti della Pubblica Amministrazione sia emessa in deroga agli accordi contrattuali, ma nel rispetto delle disposizioni del D.P.R. 633/1972, l’articolo 2, comma 4, D.M. 55 del 03.04.2013 dispone che anche a fronte del successivo rifiuto della fattura da parte della P.A., il documento si considera comunque regolarmente emesso.

Ai sensi del nuovo D.M. 132/2020, le cui disposizioni sono entrate in vigore il 6 novembre 2020, le pubbliche amministrazioni possono rifiutare le fatture elettroniche solo in questi casi:

  1. fattura elettronica riferita ad una operazione che non è stata posta in essere in favore del soggetto destinatario della trasmissione;
  2. omessa o errata indicazione del Codice identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP), da riportare in fattura ai sensi dell’articolo 25, comma 2, D.L. 66/2014, tranne i casi di esclusione previsti dalla lettera a) del medesimo comma 2, ovvero nelle transazioni finanziarie e nei casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità ex 136/2010;
  3. omessa o errata indicazione del codice di repertorio di cui al M. 21.12.2009, da riportare in fattura ai sensi dell’articolo 9-ter, comma 6, D.L. 78/2015;
  4. omessa o errata indicazione del codice di AIC (Autorizzazione all’immissione in commercio) e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, del 20 dicembre 2017, nonché secondo le modalità indicate nella circolare del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, n. 2/2018;
  5. omessa o errata indicazione del numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.

Viene specificato, inoltre, nel D.M. 132/2020 in esame, che le pubbliche amministrazioni non possono rifiutare la fattura nei casi in cui gli elementi informativi possono essere corretti mediante le procedure di variazione di cui all’articolo 26 D.P.R. 633/1972.

Il rifiuto della fattura deve essere comunicato al cedente/prestatore con le modalità individuate dall’allegato B al D.M. 55/2013; inoltre vige l’obbligo per il soggetto destinatario, nel caso in cui notifichi al trasmittente il rifiuto della fattura elettronica, di indicare la causa del rifiuto riportando i casi previsti dal decreto ministeriale.



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