Novità in materia di versamento F24

Dal prossimo 1° ottobre vi sono importanti novità in relazione al pagamento degli F24.

In primo luogo tutti i modelli F24 contenenti compensazioni dovranno essere presentati esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, dalle banche, dalle Poste o dagli agenti della riscossione.

Lo stesso vale anche tutti i modelli F24 con saldo finale a debito superiore a 1.000 euro, senza che siano effettuate compensazioni. Il suddetto limite di 1.000 euro riguarda il singolo modello F24.

In caso di compensazioni, i nuovi vincoli riguardano, in maniera differenziata, i modelli F24 a saldo zero rispetto a quelli con saldo finale a debito.

In entrambi i casi le nuove disposizioni fanno riferimento alla presenza “oggettiva” di compensazioni nel modello F24, o di saldo superiore a mille euro, senza distinzioni tra categorie di contribuenti. In pratica, i nuovi vincoli sono destinati a “colpire” soprattutto i contribuenti non titolari di partita IVA, dal momento che i soggetti titolari di partita IVA, sono già tenuti ad effettuare tutti i versamenti con il modello F24 esclusivamente con modalità telematiche, direttamente o tramite intermediari, dal 1° gennaio 2007.

I servizi utilizzabili sono:

– i servizi telematici “F24 on line”, “F24 web” e “F24 cumulativo”, messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;

–  i servizi telematici messi a disposizione dalle banche (home/remote banking), dalle Poste e dagli agenti della riscossione;

– i servizi telematici messi a disposizione dagli intermediari abilitati, come il nostro studio.

I contribuenti non titolari di partita IVA potranno presentare i modelli F24 in formato cartaceo presso gli sportelli bancari, gli uffici postali o gli agenti della riscossione, solo qualora si tratti di versamenti fino a 1.000 euro complessivi, senza compensazioni.

Al fine di evitare gli obblighi di presentazione telematica per i modelli di pagamento con saldo superiore a mille euro dovrebbe essere possibile suddividere tra più modelli F24 gli importi a debito da versare che scadono nello stesso giorno, sia che si tratti di tributi diversi che dello stesso tributo. Si pensi, ad esempio, ad un contribuente non titolare di partita IVA che, entro il 1° dicembre 2014, deve versare 700 euro di secondo acconto IRPEF e 450 euro di secondo acconto della cedolare secca; in tal caso se i versamenti avvengono con un unico modello F24, che evidenzierà quindi un saldo di 1.150 euro, sono applicabili le nuove disposizioni; se, invece, vengono presentati due modelli F24, uno per l’acconto IRPEF e l’altro per l’acconto della cedolare secca, poiché entrambi non superano il limite di 1.000 euro, le nuove disposizioni non dovrebbero essere applicabili.

Per evitare “ingorghi” in vista dei prossimi adempimenti, si invitano tutti gli interessati a contattare lo studio, entro la fine della prossima settimana, per fornire i dati necessari a porre in essere l’adempimento.

Distinti saluti,

dott. Michele Tavernini



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