Obbligo di segnalazione dei contributi pubblici – anche per le associazioni

Con la presente si rammenta in sintesi la normativa relativa all’obbligo di segnalare i contributi pubblici ogni anno.
Infatti la L. 124/2017 stabilisce l’obbligo, per i soggetti destinatari, di fornire le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria percepiti dalle pubbliche Amministrazioni nell’esercizio precedente.

Soglia:

La norma dispone che l’obbligo di informativa non si applica dove l’importo delle erogazioni pubbliche percepite dal soggetto beneficiario siano inferiori a 10.000 euro nel periodo considerato. La soglia di 10.000 euro riguarda l’insieme delle erogazioni percepite dall’impresa o altro soggetto/ente nel corso dell’esercizio.

Ai fini dell’applicazione della norma sono considerate pubbliche Amministrazioni quelle di cui all’articolo 1 D.Lgs. 165/2001, richiamato dalla L. 124/2017. Più dettagliatamente si tratta di:
tutte le aziende ed Amministrazioni dello Stato; tutte le aziende ed Amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti locali;
le istituzioni universitarie; gli istituti autonomi per le case popolari; le CCIAA e loro associazioni; le aziende ed enti del SSN; le agenzie (ad esempio l’Agenzia delle Entrate).
I soggetti destinatari dell’obbligo informativo sono:

  • le associazioni di protezione ambientale;
  • le associazioni dei consumatori;
  • le associazioni, le Onlus e le fondazioni;
  • le cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri;
  • le imprese tenute alla redazione della nota integrativa del bilancio di esercizio, anche alle microimprese, ai piccoli imprenditori e alle società di persone.

Modalità di espletamento della normativa:

–    per i soggetti diversi dalle imprese (le associazioni di protezione ambientale, le associazioni dei consumatori, le associazioni, le Onlus e le fondazioni, le cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri), che l’informativa debba essere pubblicata nei propri siti internet o analoghi portali digitali entro il 30 giugno di ogni anno.
–    Per le imprese: in nota integrativa del bilancio di esercizio e dell’eventuale bilancio consolidato. L’obbligo è previsto per le sole società con bilancio ordinario per le quali il termine per l’adempimento coincide con il termine per la pubblicazione del bilancio approvato. La disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche precisa che, per i soggetti che redigono il bilancio in forma abbreviata e quelli comunque non tenuti alla redazione della nota integrativa (ai quali devono essere aggiunte le società di persone e le ditte individuali), l’obbligo informativo è assolto mediante la pubblicazione delle informazioni, entro il 30 giugno di ogni anno, sui propri siti internet, secondo modalità liberamente accessibili al pubblico oppure, in mancanza di questi ultimi, sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza.

Criteri:

Il criterio da utilizzare ai fini della norma, che impone l’obbligo informativo, è il criterio di cassa (e non di competenza), in quanto la disposizione fa riferimento a contributi effettivamente erogati.

Informazioni da fornire:

Con riferimento alle informazioni da fornire in merito alle erogazioni pubbliche, si richiede che vengano indicati almeno:

  • il codice fiscale del soggetto erogante;
  • la denominazione del soggetto erogante;
  • la somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);
  • la data di incasso;
  • la causale.

Sarebbe opportuno dare evidenza alle informazioni richieste dalla legge, inserendole in una sezione distinta della nota integrativa, anche in forma tabellare, indicando:

  • gli estremi identificativi del soggetto erogante/beneficiario;
  • l’importo del vantaggio economico corrisposto/ricevuto;
  • una breve descrizione del tipo di vantaggio/titolo.

Regole specifiche si rilevano per gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, di cui all’articolo 52 L. 234/2012. Nello specifico, qualora i soggetti che concedono gli aiuti abbiano provveduto alla registrazione di tali aiuti nel predetto sistema e alla conseguente pubblicazione nella sezione trasparenza, il soggetto beneficiario può sostituire gli obblighi di informativa, ma solo a certe condizioni. I soggetti tenuti al deposito del bilancio devono dichiarare in nota integrativa l’esistenza degli aiuti e il riferimento al sito nel quale possono essere reperite le informazioni.

Sanzioni:

Le sanzioni applicabili ai trasgressori della norma sugli obblighi di trasparenza in materia di contributi pubblici. Il nuovo comma 125-ter, dell’articolo 1 L. 124/2017 prevede ora una sanzione pari all’1 per cento degli importi ricevuti, con una sanzione minima di importo pari a 2.000 euro. È prevista, altresì, la sanzione accessoria che impone l’obbligo di provvedere adempimenti di pubblicazione entro 90 giorni dalla contestazione. Trascorso il termine di 90 giorni, senza che il trasgressore abbia ottemperato agli obblighi pubblicazione e al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, si applica la sanzione della restituzione integrale del beneficio ai soggetti eroganti.

Nel rimanere a disposizione, si porgono cordiali saluti

dott.ssa Catia Balduzzi



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